Igiene: la cenere e la liscivia per lavarsi e pulire

Un pezzo di sapone di Marsiglia per bucato potrebbe trovare sempre posto in uno zaino o in un kit di sopravvivenza. con un pezzo di questo sapone, in condizioni di emergenza ci si può lavare e si può lavare l’abbigliamento, per qualche mese.
Non sempre però si può avere a disposizione un pezzo di sapone di Marsiglia per bucato.
Un valido sostituto al sapone si può ricavare dalla cenere, che è sempre disponibile, perché in sopravvivenza è molto importante disporre di un fuoco e se si vuole fare ancora di più, si può ottenere ottimo sapone con cenere e grasso animale.
La mia nonna negli anni 1960-1970, non aveva nemmeno l’acqua in casa, tanto meno il sapone. Andava alla fontana e, i panni li lavava lì. Con i secchi poi portava l’acqua a casa, per bere, per lavare le stoviglie e in quantità maggiore, per scaldarla sul camino e farsi un bagno caldo utilizzando una tinozza in lamiera zincata (che poi serviva per mille altri usi). Il sapone si ricavava dalla cenere e dal grasso animale. Praticamente per tutti gli usi, si utilizzava la cenere, creando una poltiglia con l’acqua oppure ricavando la liscivia o liscivia come era chiamata con linguaggio popolare.
La cenere da utilizzare deve essere quella biancastra, raffinata, senza impurità. L’ideale sarebbe passarla in un setaccio, ma si separa e raffina bene anche a mano facendo attenzione a togliere le parti grossolane e scure.
Si utilizza come segue:

  • creando una poltiglia con l’acqua, di consistenza morbida, non troppo dura. Si mette a bollire l’acqua  e poi ci si mette dentro la cenere, che mescolata con l’acqua forma una poltiglia scura, con la quale ci si può pulire le stoviglie, fare il bucato e si può utilizzare anche per l’igiene personale facendo attenzione alla concentrazione quando posta a contatto con la pelle (si fa riferimento ad una situazione di emergenza).
  • ricavando la liscivia o liscivia. La liscivia può essere ottenuta utilizzando acqua con dentro la cenere, fatta bollire almeno due ore. Si usano, come indicazioni standard, una parte di cenere e cinque parti di acqua (in volume e non in peso), oppure detto in altro modo, 5 litri di acqua con dentro 1/1,5 kg. di cenere. Si porta ad ebollizione il composto e si lascia bollire per due ore. Poi si fa raffreddare e si filtra. Il liquido ottenuto è la cosiddetta liscivia di cenere. E’ ottima per sgrassare e pulire qualsiasi cosa. Deve essere utilizzata diluita in acqua (la diluizione dipende da quello che si deve pulire o sgrassare) perché è molto aggressiva e il suo PH è di circa 10 (PH 7-14 = basico, PH 7 = neutro, PH 1-7 = acido). Il PH della pelle ha valori leggermente acidi, circa 5,00/6,5), quindi con un alto valore basico la liscivia non è adatta a venire in contatto con la pelle perché potrebbe danneggiarla.
    La stessa liscivia si ottiene con acqua fredda, la formazione richiede che la cenere rimanga a bagno in acqua per almeno tre settimane in estate e quattro-cinque settimane in inverno, mescolando almeno una volta al giorno. Il composto ottenuto alla fine è il solito, forse leggermente meno aggressivo, stesso metodo di filtrazione e utilizzo.
  • Producendo vero e proprio sapone. si utilizza 1 parte di liscivia, 15/20 parti di acqua; 6 parti di grasso animale bollito e raffreddato (strutto, sugna). Si mescola il grasso animale con la liscivia, quindi si mette sul fuoco a bollire e si aggiunge acqua. Si mescola con un bastone. Quando inizia l’ebollizione si abbassa l’intensità del fuoco. L’acqua che evapora può essere reintegrata con l’aggiunta di acqua nel recipiente durante la lavorazione. Il composto deve bollire circa due ore. Per vedere se il sapone è fatto, prendere e raffreddare un po’ di poltiglia, se si addensa è pronto e si toglie dal fuoco, si lascia raffreddare, si taglia in pezzi ed è subito pronto per essere utilizzato, ma più tempo passa, più indurisce e meno si consuma (inizialmente è abbastanza morbido). Il sapone ottenuto ha un colore grigio scuro, è molto efficace ed igienizza praticamente tutto… anche le ferite!
  • Un altro metodo per produrre il sapone con la liscivia è quello di utilizzare olio di oliva e amido di riso al posto del grasso animale: 1 litro di liscivia, 50 gr. amido di riso, 350 ml. olio di oliva.
    Prendere circa 400 ml. di liscivia e versare i 50 gr. di amido di riso, mescolando bene fino a miscelazione completa. Si scalda l’olio a circa 30-40° e si mescola con la liscivia rimasta che non ha l’amido, mescolando bene. Si uniscono infine la liscivia con l’olio e la liscivia con l’amido, sul fuoco e si porta tutto ad ebollizione fino a che il composto si addensa. La densità si può aggiustare: aggiungendo liscivia diventa più denso, aggiungendo olio di oliva, diventa più morbido. Alla fine si mette in un contenitore a raffreddare e ci si lascia 20/30 giorni a “maturare”. Poi si taglia e si fanno i pezzi con grandezza a piacere.

Ho trattato questo argomento con riferimento alla sopravvivenza nella natura, ma la liscivia può essere vantaggiosamente utilizzata per le pulizie e per i bisogni domestici di tutti i giorni presso la nostra abitazione. Qualcuno dirà: io non ho camini o stufe che mi producono la cenere… . Nei centri abitati qualsiasi pizzeria, ristorante, braceria, …, che utilizzano forni e griglie a legna, saranno ben felici di regalarvi qualche secchio di cenere. Anche questa è sopravvivenza urbana.

Igiene e cura del corpo