Piante: cicoria selvatica

E’ simile al tarassaco ma a differenza di questo i fiori sono blu/azzurri invece di gialli e l’erba si sviluppa solo in orizzontale (in verticale cresce solo il fusto con i fiori).

foto del sito https://westonseeds.com/

La cicoria (Cichorium intybus L.) è una pianta perenne dai fiori blu appartenente alla famiglia delle Asteracee. Originaria dell’Europa si trova praticamente in tutti i campi incolti dell’Europa. Le foglie si consumano bollite oppure in insalata quando sono fresche e giovani. Il sapore è caratteristico, amarognolo, molto buono (il sapore amaro dovuto alla presenza di acido cicorico). La radice (lunga a fittone e carnosa) può essere bollita e mangiata, ma può essere seccata, tostata e macinata per fare il famoso surrogato del caffè. Il caffè di cicoria era molto famoso nei tempi passati presso la popolazione che non si poteva economicamente permettere il caffè (famoso come quello d’orzo o cereali).

Il fusto è rigido, ramificato e presenta una peluria, ha un’altezza che arriva anche a 1-1,5 metri. Le foglie lobate e dentate, sono disposte alla base. Questa pianta viene anche coltivata.

Ha proprietà curative interessanti: riduce i trigliceridi, è di aiuto nella stitichezza, abbassa i livelli di glucosio e quindi è utile in caso di diabete.

Piante: farinello (chenopodio)

Il Farinello è infestante come la gramigna e anche di più. Non mangiare le radici.

Il chenopodio (chenopodium album L.) o farinello fa parte della famiglia degli spinaci ed è conosciuto anche come spinacio selvatico. E’ detto anche farinello perché si ricava farina per alimenti dai suoi semi, è una pianta decisamente infestante ma utilissima per l’alimentazione in emergenza. Dai semi ci si ricava un’ottima farina, utilizzata molto prima di quella di cereali, da qui il nome farinello. Fiorisce in estate. Quando la pianta è giovane (dalla primavera alla fioritura) si può usare qualsiasi parte anche cruda perché tenera (esclusa la radice, che alcuni utilizzano nel settore della saponificazione), oppure lessandola. Quando poi il fusto (che raggiunge anche l’altezza di un metro) diventa troppo duro e si fa fatica a dire che è commestibile, si utilizzano solo le foglie. I semi, neri e lucidi possono essere schiacciati e ridotti in farina. Quando si fa bollire per lessarla, l’acqua della bollitura ovviamente può essere bevuta (come del resto per tutte le erbe). La pianta è utile anche come medicinale e si può utilizzare per le scottature e per le punture di insetti. Inoltre ha proprietà lassative, è indicata per eliminare vermi e parassiti intestinali ed è anche un ottimo antireumatico.

Lame per taglierini e cutter

Le lame per taglierini e cutter sono ottimi strumenti da taglio che possono risultare utili in varie situazioni e trovano spesso posto in kit leggeri e EDC. La caratteristica principale è la loro leggerezza e una notevole capacità di taglio, in quanto affilate a rasoio. Si possono utilizzare sia per tagliare materiali leggeri che materiali più pesanti e se la lama è di quelle professionali più spesse, risulta ottima anche per la scortecciatura e il taglio superficiale del legno. La parte opposta alla lama ha sempre un taglio a spigolo vivo non arrotondato e questo spigolo si rivela eccellente per l’utilizzo con gli acciarini accendifuoco. per utilizzare queste lame e non tagliarsi, si devono escogitare impugnature di fortuna, ma una soluzione si trova sempre. Sono confezionate in contenitori di plastica piccoli e leggerissimi e all’interno si trovano almeno 10/12 lame. Il materiale è Acciaio Inossidabile, ottimo per un uso prolungato, oppure bimetallo o acciaio al carbonio, più flessibile e resistente. Si possono acquistare in ferramenta e presso i negozi di mesticheria e bricolage.

Dipendenze comportamentali e da sostanze


Pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità nel 2019 e aggiornato nel 2022

Le dipendenze da sostanze quali tabacco, alcol, droghe (comprese le Nuove sostanze
psicoattive – NPS) e le dipendenze comportamentali (gioco d’azzardo, cibo, internet e nuove
tecnologie, doping) sono importanti fattori di rischio per la salute pubblica.

In particolare, il consumo di tabacco è uno dei maggiori fattori di rischio nello sviluppo di
malattie tumorali, cardiovascolari e respiratorie. Fenomeno emergente è anche l’assunzione
di nicotina attraverso prodotti del tabacco di nuova generazione e sigaretta elettronica.
1/2L’alcol costituisce la prima sostanza in grado di causare dipendenza ad alto impatto sociale.
La tossicodipendenza oggi è rappresentata dal fenomeno dell’assunzione di più sostanze
d’abuso classiche, compreso l’alcol e le nuove sostanze psicoattive.
Il disturbo da gioco d’azzardo, la dipendenza da cibo e da internet sono dipendenze di tipo
comportamentale che oltre a causare disagio e/o disturbi clinicamente significativi
costituiscono un problema di sanità pubblica di crescente importanza con un alto impatto
nella vita quotidiana.

Alcol
L’alcol è uno dei principali fattori di rischio di malattia, disabilità e mortalità prematura in
Italia, in Europa, nel mondo. Rappresenta la prima sostanza induttrice di dipendenza con
alto impatto sociale, connotandosi come sostanza tossica, cancerogena, calorica, e spesso
associata ad altre dipendenze da sostanze e da comportamenti.
L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) è impegnato nella ricerca, prevenzione, formazione e
tutela della salute materno-infantile in materia di alcol e problematiche alcol-correlate.
L’Osservatorio nazionale alcol è Centro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
per la ricerca e la promozione della salute su alcol e problematiche alcol-correlate.
Il Telefono Verde Alcol – 800 632000, attraverso interventi di counselling telefonico, facilita
l’incontro tra la domanda dei cittadini e l’offerta dei servizi sul territorio.

Disturbi alimentari
La dipendenza da cibo è una dipendenza comportamentale caratterizzata dal consumo
compulsivo di cibi, tendenzialmente ricchi di grassi e zuccheri, che vanno ad attivare il
sistema di gratificazione. Altri disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, quali anoressia,
bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating), sono un problema di
sanità pubblica di crescente importanza per la loro diffusione, per l’esordio sempre più
precoce e per l’eziologia multifattoriale complessa.
L’esperienza maturata dai professionisti del settore evidenzia l’importanza di prevedere per
queste condizioni un intervento precoce, strutturato e multidisciplinare perché, se non
trattate adeguatamente, tendono a presentare un andamento subcontinuo se non cronico,
aumentando il rischio di danni permanenti a carico di tutti gli organi e apparati dell’organismo
che, nei casi più gravi, possono portare alla morte.
Il Centro Nazionale Dipendenze e Doping ha sviluppato, su affidamento del Ministero della
Salute, il censimento delle risorse territoriali per il trattamento dei disturbi della nutrizione e
dell’alimentazione e cura l’aggiornamento della piattaformadisturbialimentari che offre la
mappatura geolocalizzata delle risorse di cura presenti sul territorio.

Doping
Il Telefono Verde Anti-Doping (TVAD) 800-896970 dell’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga
(OssFAD) è un servizio nazionale, anonimo e gratuito di counselling sulle problematiche
connesse al doping, a cui risponde un team composto da farmacologi e psicologi esperti in
materia.
La linea è aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 16:00 e si rivolge ad un
pubblico principalmente composto da sportivi, operatori di settore e socio-sanitari.
L’obiettivo è fornire informazioni scientifiche sugli effetti causati dall’uso di sostanze vietate
per doping, sull’uso e/o abuso di sostanze farmacologicamente attive non vietate per doping
e sull’uso di integratori alimentari.
Inoltre il Telefono Verde Antidoping offre informazioni sulla legislazione in materia di doping,
si occupa dell’invio di materiale scientifico informativo a chi ne fa richiesta, supporta network
dei professionisti di settore, rappresentando un punto di ascolto e monitoraggio della
problematica.

Droga
La tossicodipendenza è un tema in continua evoluzione e cambiamento, oggi rappresentato
dal fenomeno dalla poli-assunzione di sostanze d’abuso classiche, compreso l’alcol e nuove
sostanze psicoattive.
L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) studia e diffonde informazioni relative a nuovi trend di
consumo di droghe classiche e nuove sostanze psicotrope, all’efficacia degli interventi di tipo
preventivo, terapeutico e riabilitativo nel campo delle tossicodipendenze.
Svolge ricerca su nuovi indicatori di uso, abuso ed esposizione passiva a sostanze
stupefacenti e psicotrope in matrici biologiche e non biologiche, anche a supporto e
consulenza alle forze dell’ordine e alla magistratura.
L’ISS è il riferimento nazionale nel network europeo Sistema di Allerta Precoce sulle nuove
sostanze psicoattive.
Il Telefono Verde Droga – 800 186070, attraverso interventi di counselling telefonico, facilita
l’incontro tra la domanda dei cittadini e l’offerta dei servizi sul territorio.

Gioco d’azzardo
Il disturbo da gioco d’azzardo è un comportamento problematico persistente o ricorrente
legato al gioco d’azzardo che porta a disagio o compromissione clinicamente significativi,
classificato nel 2013 dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) come
dipendenza comportamentale.
Le persone affette da Gioco d’Azzardo Patologico o Disturbo da Gioco d’Azzardo giocano
d’azzardo frequentemente e ripetutamente, spinti da una necessità impellente di giocare,
difficile da controllare, e hanno un’importante attrazione e concentrazione su idee e immagini
relative al giocare e alle circostanze che si associano all’atto stesso. Questo comportamento
arriva a dominare la vita del giocatore e porta al deterioramento dei valori e degli obblighi
sociali, lavorativi e familiari. Il giocatore con disturbo da gioco d’azzardo può mettere a
repentaglio la propria occupazione, indebitarsi per grosse cifre e mentire o infrangere la
legge per ottenere denaro o evitare il pagamento dei debiti. Queste manifestazioni spesso si
intensificano nei momenti di maggiore stress.
Per contrastare tale fenomeno nella sua complessità e multidimensionalità il Centro
Nazionale Dipendenze e Doping, grazie ad un’équipe multidisciplinare, realizza studi basati
sulle evidenze scientifiche, promuove il network dei servizi di cura sul territorio e propone
interventi di formazione, informazione e sensibilizzazione.
Inoltre, il Telefono Verde per le problematiche legate al gioco d’azzardo (800 558822), e la
piattaforma web “usciredalgioco” (a breve in linea) dedicata a coloro che vogliono uscire dal
gioco d’azzardo patologico, facilita l’incontro tra la domanda dei cittadini e l’offerta dei servizi
di cura e delle risorse sul territorio.

Internet e nuove tecnologie
La dipendenza da Internet è oggetto di un’attenzione crescente da parte degli esperti;
riguarda un super investimento nelle attività online. Tale dipendenza occupa tempo ed
energie dedicate alle altre attività della vita, accompagnandosi a incapacità di controllo,
sintomi da astinenza e, talvolta, a fenomeni di ritiro dalla vita sociale. Internet può essere
anche il veicolo attraverso il quale si sviluppano altre forme di dipendenza, come quella da
relazioni virtuali, da ricerca ossessiva di informazioni sul web, dal commercio on line, dal
sesso virtuale e dal gaming (videogiochi o giochi digitali).
L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sta curando la mappatura dei servizi del Servizio sanitario
nazionale (SSN) che svolgono attività di prevenzione e cura per Ia dipendenza da internet al
fine di pervenire anche a una stima e caratterizzazione dell’utenza in carico ai servizi.

Tabacco e sigarette elettroniche
Il consumo di tabacco è uno dei maggiori fattori di rischio nello sviluppo di patologie
neoplastiche, cardiovascolari e respiratorie e il tabagismo, patologia cronica recidivante,
rappresenta uno dei più grandi problemi di sanità pubblica a livello mondiale. Fenomeno
emergente è il consumo di prodotti nuovi contenenti nicotina, quali i prodotti a tabacco
riscaldato e la sigaretta elettronica (o altri prodotti emergenti a base di nicotina),
particolarmente diffusi nella popolazione giovanile per l’elevata capacità di indurre
dipendenza dalla nicotina.
Per prevenire e contrastare l’iniziazione ed incentivare la disassuefazione da prodotti del
tabacco e prodotti contenenti nicotina, l’ISS realizza studi e ricerche basate sulle evidenze
scientifiche, produce e diffonde linee guida e raccomandazioni, promuove sistemi di
sorveglianza, propone formazione per operatori socio-sanitari. Inoltre, attraverso il Telefono
Verde contro il Fumo (800 554088) e la piattaforma web “smettodifumare” facilita l’incontro
tra la domanda dei cittadini e l’offerta dei servizi di cura sul territorio.
L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) fornisce supporto tecnico scientifico relativamente alle
caratteristiche dei prodotti del tabacco di nuova generazione e al controllo sulle sigarette
elettroniche relativamente alle sostanze pericolose e sui liquidi contaminati. Il contributo alla
lotta e al controllo del tabacco dell’ISS è attivo anche a livello europeo con la partecipazione
ai progetti Joint Action on Tobacco Control (JATC1) e Joint Action on strengthening
cooperation between interested Member States and the Commission in the area of Tobacco
Control (JATC2).

Igiene: la cenere e la liscivia per lavarsi e pulire

Un pezzo di sapone di Marsiglia per bucato potrebbe trovare sempre posto in uno zaino o in un kit di sopravvivenza. con un pezzo di questo sapone, in condizioni di emergenza ci si può lavare e si può lavare l’abbigliamento, per qualche mese.
Non sempre però si può avere a disposizione un pezzo di sapone di Marsiglia per bucato.
Un valido sostituto al sapone si può ricavare dalla cenere, che è sempre disponibile, perché in sopravvivenza è molto importante disporre di un fuoco e se si vuole fare ancora di più, si può ottenere ottimo sapone con cenere e grasso animale.
La mia nonna negli anni 1960-1970, non aveva nemmeno l’acqua in casa, tanto meno il sapone. Andava alla fontana e, i panni li lavava lì. Con i secchi poi portava l’acqua a casa, per bere, per lavare le stoviglie e in quantità maggiore, per scaldarla sul camino e farsi un bagno caldo utilizzando una tinozza in lamiera zincata (che poi serviva per mille altri usi). Il sapone si ricavava dalla cenere e dal grasso animale. Praticamente per tutti gli usi, si utilizzava la cenere, creando una poltiglia con l’acqua oppure ricavando la liscivia o liscivia come era chiamata con linguaggio popolare.
La cenere da utilizzare deve essere quella biancastra, raffinata, senza impurità. L’ideale sarebbe passarla in un setaccio, ma si separa e raffina bene anche a mano facendo attenzione a togliere le parti grossolane e scure.
Si utilizza come segue:

  • creando una poltiglia con l’acqua, di consistenza morbida, non troppo dura. Si mette a bollire l’acqua  e poi ci si mette dentro la cenere, che mescolata con l’acqua forma una poltiglia scura, con la quale ci si può pulire le stoviglie, fare il bucato e si può utilizzare anche per l’igiene personale facendo attenzione alla concentrazione quando posta a contatto con la pelle (si fa riferimento ad una situazione di emergenza).
  • ricavando la liscivia o liscivia. La liscivia può essere ottenuta utilizzando acqua con dentro la cenere, fatta bollire almeno due ore. Si usano, come indicazioni standard, una parte di cenere e cinque parti di acqua (in volume e non in peso), oppure detto in altro modo, 5 litri di acqua con dentro 1/1,5 kg. di cenere. Si porta ad ebollizione il composto e si lascia bollire per due ore. Poi si fa raffreddare e si filtra. Il liquido ottenuto è la cosiddetta liscivia di cenere. E’ ottima per sgrassare e pulire qualsiasi cosa. Deve essere utilizzata diluita in acqua (la diluizione dipende da quello che si deve pulire o sgrassare) perché è molto aggressiva e il suo PH è di circa 10 (PH 7-14 = basico, PH 7 = neutro, PH 1-7 = acido). Il PH della pelle ha valori leggermente acidi, circa 5,00/6,5), quindi con un alto valore basico la liscivia non è adatta a venire in contatto con la pelle perché potrebbe danneggiarla.
    La stessa liscivia si ottiene con acqua fredda, la formazione richiede che la cenere rimanga a bagno in acqua per almeno tre settimane in estate e quattro-cinque settimane in inverno, mescolando almeno una volta al giorno. Il composto ottenuto alla fine è il solito, forse leggermente meno aggressivo, stesso metodo di filtrazione e utilizzo.
  • Producendo vero e proprio sapone. si utilizza 1 parte di liscivia, 15/20 parti di acqua; 6 parti di grasso animale bollito e raffreddato (strutto, sugna). Si mescola il grasso animale con la liscivia, quindi si mette sul fuoco a bollire e si aggiunge acqua. Si mescola con un bastone. Quando inizia l’ebollizione si abbassa l’intensità del fuoco. L’acqua che evapora può essere reintegrata con l’aggiunta di acqua nel recipiente durante la lavorazione. Il composto deve bollire circa due ore. Per vedere se il sapone è fatto, prendere e raffreddare un po’ di poltiglia, se si addensa è pronto e si toglie dal fuoco, si lascia raffreddare, si taglia in pezzi ed è subito pronto per essere utilizzato, ma più tempo passa, più indurisce e meno si consuma (inizialmente è abbastanza morbido). Il sapone ottenuto ha un colore grigio scuro, è molto efficace ed igienizza praticamente tutto… anche le ferite!
  • Un altro metodo per produrre il sapone con la liscivia è quello di utilizzare olio di oliva e amido di riso al posto del grasso animale: 1 litro di liscivia, 50 gr. amido di riso, 350 ml. olio di oliva.
    Prendere circa 400 ml. di liscivia e versare i 50 gr. di amido di riso, mescolando bene fino a miscelazione completa. Si scalda l’olio a circa 30-40° e si mescola con la liscivia rimasta che non ha l’amido, mescolando bene. Si uniscono infine la liscivia con l’olio e la liscivia con l’amido, sul fuoco e si porta tutto ad ebollizione fino a che il composto si addensa. La densità si può aggiustare: aggiungendo liscivia diventa più denso, aggiungendo olio di oliva, diventa più morbido. Alla fine si mette in un contenitore a raffreddare e ci si lascia 20/30 giorni a “maturare”. Poi si taglia e si fanno i pezzi con grandezza a piacere.

Ho trattato questo argomento con riferimento alla sopravvivenza nella natura, ma la liscivia può essere vantaggiosamente utilizzata per le pulizie e per i bisogni domestici di tutti i giorni presso la nostra abitazione. Qualcuno dirà: io non ho camini o stufe che mi producono la cenere… . Nei centri abitati qualsiasi pizzeria, ristorante, braceria, …, che utilizzano forni e griglie a legna, saranno ben felici di regalarvi qualche secchio di cenere. Anche questa è sopravvivenza urbana.

Piante: portulaca

La portulaca è una pianta erbacea che preferisce crescere su terreni e muri spogli, molto succosa, liscia e lucida, con fusti che prevalentemente si sviluppano in senso orizzontale, cilindrici, internamente cavi, spesso arrossati, ramosi, lunghi 10-40 cm. e foglie senza stelo, oblunghe opposte. Si mangiano normalmente le foglie giovani, i getti apicali ed i fusti più teneri, conditi in insalate.

Sopravvivenza urbana: sopravvivere tutti i giorni

Sempre più spesso si sente dire: con lo stipendio non riesco ad arrivare a fine mese… oppure: non ho niente da mangiare e non so cosa far mangiare ai miei figli… o ancora: ho preso i soldi da una carta revolving perché era facile e immediato, ora non so più come restituirli… Purtroppo nell’era del dopo covid sempre più nuclei familiari (sia che siano composti da una sola persona, anziana o in età lavorativa, che da coniugi con figli) si trovano tutti i giorni a fronteggiare una crisi profonda (economicamente insuperabile) e un profondo disagio che porta a mettere in dubbio e a trascurare gli elementi più importanti di una vita, ovvero famiglia, lavoro, amicizie e, non ultimo cura di se stessi e del proprio corpo. La pandemia ha contribuito indubbiamente a creare questa profonda crisi in un numero sempre maggiore di persone, ma già dal primo decennio degli anni 2000 si sono accentuati moltissimi fenomeni causa di diffuse situazioni sfavorevoli. Le misure di protezione sociale e in genere gli aiuti economici che il governo accorda ai più disagiati, costituiscono sicuramente un primo benessere corporale e psicologico. Come spesso accade però, le misure di aiuto predisposte dai governi non hanno in molti casi una destinazione giusta, nel senso che chi a ha bisogno veramente, per tante ragioni burocratiche e di calcolo, potrebbe rimanere escluso, a vantaggio di chi non ha bisogno e tenta solo di approfittare della situazione. Il problema però non è temporaneo e queste forme di aiuto, una volta che vengono a mancare gettano di nuovo nello sconforto e nell’indigenza tantissime persone. La principale grossa difficoltà è la mancanza di lavoro oppure, dove anche ci sia almeno una persona che lavora nel nucleo familiare, il rapporto tra entrate (lo stipendio che si porta a casa a fine mese) e le uscite (i soldi occorrenti nel mese), è quasi sempre di gran lunga sfavorevole e non si riesce proprio a coprire le spese. Ci si mettono poi alcuni debiti che le famiglie potrebbero aver contratto attraverso la concessione di finanziamenti facili da otteneree, ma pieni di insidie e costi usuranti, come le carte revolving o simili, che lo stato non ha mai pensato di fronteggiare con leggi adeguate e di aiuto per la gente. In questo caos, moltissime persone si trovano in una situazione apparentemente (o veramente) di difficile risoluzione. Inutile nascondere una fatto evidente a tutti: la tranquillità economica risolve tutto, nella buona o nella cattiva sorte. Se si dispone di una solida situazione finanziaria, sarà molto più facile affrontare qualsiasi cosa, dai disastri naturali, ai problemi di tutti i giorni, alla disoccupazione. Non si tratta quindi di prepararsi ai disastri o alle calamità naturali che potrebbero accadere perché molti, nel disastro e nella calamità ci si trovano già dentro e in qualche modo devono venirne fuori. C’è una via di uscita? E’ molto difficile dare una risposta. Come già scritto, si deve risolvere prima di tutto la situazione finanziaria, portandola, se non in attivo, almeno verso il pareggio. Si possono individuare dei percorsi pratici da seguire. Cerchiamo di capire cosa sia umanamente fattibile, senza andare a cercare soluzioni fantascientifiche e impossibili.

  • Prendere coscienza della propria situazione. Prendere coscienza significa rendersi esattamente conto della situazione, anche se questo può comportare dolore e svegliarsi da un torpore comodo.
  • Impostare in forma scritta e quanto più dettagliatamente possibile, per un arco temporale definito, per esempio un mese, una colonna delle entrate con il saldo e una colonna delle uscite con il saldo, analizzando come periodo di partenza, il mese precedente di quello in cui si inizia. Il mese di riferimento di inizio deve essere un periodo assolutamente normale, senza entrate o uscite impreviste, anche se queste ultime spesso ci sono e non sono affatto di semplice soluzione. Analizziamo i saldi delle due colonne. Se il saldo delle uscite è superiore al saldo delle entrate, bisogna adottare tutta una serie di accorgimenti per fare in modo che le entrate diventino superiori alle uscite o comunque accettabili. Le entrate non devono mai essere inferiori alle uscite.
  • Individuare, senza scusanti di comodo, tutte le uscite non indispensabili ed eliminarle immediatamente fino a che la situazione non le permette di nuovo.

    Regolarizzare con documenti validi (per esempio in Italia è spesso richiesto l’ISEE) la propria situazione di bisogno, in modo che si possa accedere a bonus e contributi altrimenti inaccessibili.

    L’ISEE è l’indicatore che serve per valutare e confrontare la situazione economica dei nuclei familiari che intendono richiedere una prestazione sociale agevolata. L’accesso a queste prestazioni, infatti, come ai servizi di pubblica utilità a condizioni agevolate (telefono fisso, luce, gas, ecc.) è legato al possesso di determinati requisiti soggettivi e alla situazione economica della famiglia. L’ISEE serve a determinare in modo equo la partecipazione al costo delle prestazioni sociali e sociosanitarie dei residenti ed è soggetto a controlli. Per ottenere la propria certificazione ISEE è necessario compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), un documento che contiene le informazioni di carattere anagrafico, reddituale e patrimoniale necessarie a descrivere la situazione economica del nucleo familiare. Per la compilazione vera e propria, tutti i centri CAAF e organizzazioni simili sono disponibili gratuitamente per le pratiche. C’é anche l’ISEE pecompilato che si può estrarre autonomamente dal sito INPS. La DSU può essere presentata in qualsiasi periodo dell’anno. Gli ISEE devono essere elaborati una volta l’anno e hanno validità fino al 31 dicembre dello stesso anno (validità estesa in certi casi al marzo dell’anno dopo).

    Inoltre provare le seguenti operazioni:
  • Inquadrare le uscite certe e obbligatorie ed elencare per possibili adeguamenti le uscite variabili.
  • Risolvere la situazione delle uscite nel settore alimentare chiedendo aiuti ad organizzazioni umanitarie di distribuzione di prodotti alimentari (Banco Alimentare, Caritas, Segretariati Sociali, ecc…) o di aiuti con buoni spesa. Nelle situazioni più estreme sono operative in molte località, strutture come mense pubbliche e simili dove recarsi per avere un pasto caldo.
  • In quasi tutte le località ci sono organizzazioni che promuovono il metodo del riuso e dello scambio di abiti usati e di accessori indispensabili nella vita di tutti i giorni. Ci sono anche organizzazioni che aiutano con la fornitura di capi di abbigliamento a chi ne ha più bisogno.
  • Rivolgersi poi ad associazioni come la Caritas o i Segretariati Sociali, per essere introdotti presso i centri di Sanità Solidale per visite e cure necessarie e momentaneamente irraggiungibili. Rivolgersi ancora alle stesse per avere gratuitamente (ci sono i modi e i sistemi) libri di testo per la scuola dei figli e altri materiali scolastici. Per quanto riguarda la scuola informarsi anche presso il proprio comune che spesso stanzia fondi per questo settore.
  • I centri di distribuzione alimentare, sopratutto all’ingrosso, ma anche al dettaglio (mercati, negozi ortofrutta, panifici, macellerie, mulini), producono giornalmente scarti di cibo fresco (penso sopratutto ai mercati di frutta e verdura) che è ancora buono e mangiabile ma deve essere scartato per legge. Individuare e frequentare abitualmente, intorno all’orario di chiusura, le strutture all’ingrosso e al dettaglio come i mercati ortofrutticoli, i centri di lavorazione latticini e di lavorazione carni, i mulini dove si produce la farina. E’ sottinteso poi che, in ambito domestico, l’organizzazione e il riciclo del cibo devono dare uno scarto organico vicino il più possibile a zero.
  • Cercare di rimodulare, abbassando gli importi delle rate e aumentando il tempo di restituzione, oppure sostituirli con formule più vantaggiose, eventuali finanziamenti onerosi, che sottraggono importanti cifre mensili, rivolgendosi a centri o organizzazioni esperti nel settore.
  • Cercare tutte le opportunità di lavoro che la proprie condizioni fisiche, di istruzione e di tempo permettono, accettando sempre quando si ricevono proposte ragionevoli e che ci aiutano sensibilmente a migliorare la condizione.

Ho fatto leggere questo articolo ad un amico che si trova in condizioni di necessità economica e mi ha risposto:
“ma non c’è niente di nuovo, io queste cose già le conosco”
Ho risposto:
“allora perché non le fai?”
Sopravvivere, quando si ha veramente bisogno, diventa un vero e proprio mestiere e come tale va fatto tutti i giorni per tutte le ore. Non cadere assolutamente nell’apatia (forte carenza di motivazione e conseguente forte riduzione dei comportamenti finalizzati, indifferenza emotiva nei confronti del mondo esterno) ma superarla per tenere lontane depressione, ansia e svogliatezza.

Leggere anche:

https://aulascienze.scuola.zanichelli.it/multimedia-scienze/come-te-lo-spiego-scienze/reddito-poverta-e-benessere (Reddito, povertà e benessere. Un viaggio alla scoperta dei risvolti economici di termini che usiamo quotidianamente e definiscono il tenore di vita di persone e famiglie)

Nuovi poveri [esodati, povertà assoluta, povertà relativa] (articolo probabilmente datato con cifre sicuramente molto più basse rispetto a quelle degli anni correnti 2020-2023)

documento allegato:
Recupero, raccolta e DISTRIBUZIONE ai fini di solidarietà sociale
Manuale Per corrette prassi operative Per le organizzazioni caritative, serve per capire meglio a chi rivolgersi.

Interessante poi questo video di “Il Fatto Quotidiano” che illustra il modo di cibarsi di frutta e verdura recuperate dall’invenduto delle bancarelle dei mercati:

https://youtu.be/8wH-KtIB3oc?si=ro1Ur5aU4iRJqd18

Nodo galera (marlinspike hitch knot)

immagine tratta da https://www.101knots.com/

Il nodo galera, o marlinspike hitch knot è un nodo che viene spesso utilizzato lungo una corda che è già attaccata a un’estremità e, si usa per inserire all’interno del nodo stesso un bastone o un manico che possono essere utilizzati come maniglia per tirare molto forte sulla corda.

Il nodo può anche essere legato in una serie di nodi paralleli lungo due corde affiancate, con legni infilati attraverso entrambi i nodi per essere utilizzati come scala. È anche usato in sistemi di sospensione per amache e imbracature.

Uova in polvere disidratate

Le uova fresche liquide vengono ridotte in polvere fine e la polvere utilizzata nelle industrie e nei laboratori per vari scopi alimentari. Le uova vengono disidratate, viene tolta l’umidità e poi il composto secco ottenuto viene macinato in polvere fine, infine pastorizzato per una maggiore sicurezza e durata.

Ovviamente sono molto utili quando si fanno scorte di emergenza, perché un sacchetto di polvere di uova di circa mezzo chilo, quando viene sciolto in acqua, corrisponde a circa 15 uova fresche.

Si sta parlando di uova in polvere intere, ottenute con albumi e tuorli, che sono quelle più idonee alle scorte di emergenza. In commercio si trova anche polvere di solo albume o polvere di solo tuorlo.

Il vantaggio evidente delle uova in polvere rispetto alle uova fresche è la loro lunga durata. Se la polvere viene conservata in buste o contenitori posti in un luogo fresco, asciutto e buio, può durare anche due o tre anni senza necessità di frigoriferi.

100 grammi di uova in polvere danno circa 600 calorie, con oltre 40 grammi di proteine.

Quanta polvere di uova equivale a un uovo fresco?
Il peso di un uovo fresco è di circa 4 volte superiore ad un uovo essiccato.
Con una parte di polvere di uovo e tre parti di acqua si ottiene nuovamente l’equivalente di un uovo fresco.
Un uovo fresco di media grandezza pesa circa 40 grammi.
se si divide 40 per 4 si ottengono 10 grammi che è il peso della polvere equivalente. Aggiungendo alla polvere 3 parti di acqua, cioè 30 grammi, si ottiene di nuovo il peso dell’uovo fresco.
Se non si dispone di bilancia ci si regola con un qualche misurino disponibile: una parte di polvere di uovo con 3 parti di acqua.
Le uova intere in polvere si possono acquistare in internet oppure presso fornitori di prodotti alimentari per pasticcerie, pastifici, panifici, ecc..