Al di là di tutte le considerazioni religiose che si potrebbero fare o non fare e, questo non è certamente il luogo per parlarne (anche se questo è il motivo principale che condiziona lo stile di vita di questi popoli), ho sempre avuto rispetto e ammirazione per le comunità Amish, per il loro stile di vita assolutamente unico e sopratutto per la loro eccezionale capacità di adattare questo stile ai tempi moderni. Sebbene ormai radicati in Pennsylvania, hanno origini svizzere e sono emigrati in USA e Canada intorno al 1700. La loro semplicità e la maniera di vivere in modo tranquillo e pacifico, si vede in tutto quello che hanno e che fanno: abiti e biancheria semplice e uguali per tutti, autoprodotti, mantenuti e curati per durare nel tempo, le donne non hanno gioielli o acconciature particolari e i loro vestiti semplicissimi si diversificano solo per indicare se sono donne sposate o nubili.
L’autosufficienza è la cosa principale e tutte le attività riguardano il soddisfare i bisogni corporali giornalieri. La produzione agricola e l’allevamento sono molto abbondanti e, insieme a qualche attività artigianale praticata, consentono di essere messi sul mercato per la vendita, il ricavato non è guadagno ma un ulteriore mezzo di sostentamento e di acquisto di materie prime. Gli equini utilizzati per il traino delle carrozze e degli attrezzi agricoli, sostituiscono i motori tradizionali. E’ bello vedere che la vita in queste terre è rimasta indietro di qualche secolo. Non si sente certo la mancanza di elettricità, gas e carburanti e tutto scorre tranquillamente e lentamente, come dovrebbe essere per tutti e in tutti i luoghi.
Quella delle foto è la mia roncola, o pennato come la chiamiamo dalle mie parti.
La roncola o pennato (il pennato, a voler essere precisi, sarebbe quello a forma di roncola, con una cresta o penna tagliente sul dorso) che utilizzo e che non ho mai cambiato è quella delle foto. E’ stata prodotta artigianalmente nelle officine Rubino a Netro, provincia di Biella, in Piemonte. E’ difficile stabilire l’età di questa roncola (che ho ereditato dalla nonna di mia moglie). La Rubino è stata un’azienda che ha avuto la sua massima espansione a partire dagli anni venti del secolo scorso. Alla fine degli anni 60 è entrata in crisi e nel 1973 è stata acquistata da un’altra azienda e ha cambiato totalmente produzione e marchio.
Roncola Rubino degli anni ’60
E’ una roncola abbastanza pesante e si capisce subito che è ricavata da un massiccio pezzo di acciaio. Il manico è in legno, rivettato sull’acciaio, perché la costruzione è praticamente full-tang. L’acciaio è abbastanza dolce e confrontato con attrezzi simili ho stimato che potrebbe essere un c45/c50. E’ affilata su un solo lato. Taglia molto bene.
Il manico in legno purtroppo sta cedendo e lo dovrò rifare, rivettandolo come in origine (ma è difficile fare una cosa del genere), oppure avvitandolo con viti passanti. Sulla parte finale del manico forse c’era un gancio, perché si vede un pezzo di acciaio che sporge, io però l’ho avuta così com’è ora e non so dire che tipo di gancio c’era
Cosa ci si può fare con una roncola, o ronca, o pennato? Penso di tutto. I boscaioli ne hanno una fissata alla cintura con un gancio in ferro. Spesso ce l’hanno in mano per togliere frasche, rami e piccoli alberelli. Sopratutto nel taglio di piccoli alberelli o rami verdi risulta evidente la sua utilità, perché il taglio è comodo e il ramo non rischia di sbatterci addosso a seguito “dell’effetto molla”. Inutile dire che il taglio deve essere obliquo dall’alto in basso e non deve mai tagliare in orizzontale rispetto al ramo. Con la mano libera, si dovrebbe sempre piegare un po’ la pianta da tagliare in modo che le fibre in prossimità del taglio sono più tese e quando la lama entra si allargano e permettono al pennato di entrare e tagliare più velocemente (questo vale ovviamente per qualsiasi attrezzo da taglio, coltello compreso). Ci si può sostituire una piccola accetta o un manaresso. La parte superiore della lama, ricurva e simile ad un uncino, serve per agganciare e tirare a se… tutto quello che può essere agganciato. Bellissimo attrezzo, che non manca mai nelle mani di chi in campagna ci vive tutti i giorni e ci deve mangiare. Mi sembra ancora di vedere il mio nonno e i suoi coetanei con il pennato che penzola dalla cintura, che si muovono in mezzo allo “sporco” del bosco che la motosega non può pulire.
Questo della foto è uno splendido coltello che mi è stato regalato e che, quando ho visto per la prima volta, mi ha emozionato e riportato indietro nel tempo, quando “le cose” avevano un valore e sopratutto un senso. E’ un coltello da macellaio o da cuoco, con lama spessa almeno 4 mm. e lunga intorno ai 30 cm., in acciaio al carbonio (forse C40-C50) abbastanza morbido, veramente ben conservato e affilato da mani esperte che non hanno fatto danni alla lama, ma l’hanno valorizzata fino all’ultimo giorno in cui è andato in pensione. La mia personale opinione è che si tratti di un coltello utilizzato in una macelleria. Di una misura importante, direi come un coltello chef di quelli più grandi. E’ Full tang (tipologia costruttiva difficile da trovare in questo tipo di coltelli), con manico in ottimo legno e anello metallico sulla guardia che non c’è più, è evidente però che una volta era presente. Il legno è ottimamente conservato e non ci sono allentamenti tra il manico e il codolo. I rivetti in ottone sono perfetti. E’ probabile che il macellaio che lo ha utilizzato, con le mani quasi sempre unte di grassi animali, prendendo il coltello e mettendolo a contatto con le sue mani, lo ha costantemente nutrito e migliorato nel tempo. Bellissimo veramente. Lo terrei in mano tutto il giorno!
Con riferimento all’articolo sul coltello da sopravvivenza (https://www.sopravvivere.org/coltello-da-sopravvivenza/), questo coltello secondo me farebbe bella figura come tuttofare in ambienti boschivi e naturali e non è troppo diverso dai coltelli da campo di frontiera. E’ un po’ grande ma lo utilizzerei senz’altro come coltello tuttofare in situazioni di emergenza, molto più tranquillamente di certi coltelli da sopravvivenza che si trovano in commercio oggi.
Oggi ho sistemato i miei coltelli della cucina, li ho puliti bene (non li lavo quasi mai) e ho rifatto il filo dove necessario. I coltelli in cucina non sono mai troppi, sopratutto se la cucina la si utilizza, partendo dagli alimenti di base fino ad arrivare al piatto finito. Nella foto ci sono praticamente tutti i coltelli, sono vecchi e alcuni molto consumati, ma sono coltelli buoni e anche dopo tanti anni, svolgono bene il loro lavoro.
Il coltello chef lama 24 cm. è probabilmente il più utilizzato insieme al coltello disosso lama 15 cm.. I due coltelli in alto con lama dentata (seghettata) servono solo per il pane e i prodotti da forno, gli spelucchini con lama ricurva e triangolare li utilizzo per le verdure e le patate. Poi c’è un ottimo e robusto coltello da colpo lungo 50 cm. lama 35 cm. e… a seguire tutti gli altri: salumi (comprese grosse mortadelle e prosciutti), formaggi, carne, dolci, … . Per il mio modo di fare posso infine dire che: più i coltelli sono lunghi e grandi e meno vengono utilizzati.
I coltelli chiudibili o a serramanico sono veramente utili in ogni situazione. Non ne possiedo tanti, ma li utilizzo sempre, in moltissime occasioni, perché ci si possono fare molti lavoretti e aiutano nella vita di tutti i giorni a svolgere vari compiti. La legge italiana ne vieta il porto, qualsiasi sia la dimensione della lama, se non per giustificati motivi. Ma è molto difficile capire quali sono i giustificati motivi (… come al solito) e in pratica si rischia sempre a portarli in tasca. Nella foto ci sono alcuni coltelli che possiedo: gli svizzeri Victorinox e Wenger; alcuni coltelli regionali italiani di Maniago, Scarperia, Frosolone; un coltello militare dell’Esercito Italiano anni ’60 prodotto probabilmente da Bianchi di Campobasso; un vecchio “Pattada” fatto a Scarperia; un multitool con pinza e un multitool con posate; una roncoletta trovata 15 o venti anni fa in una rivista di coltelli. Sono quasi tutti quelli che ho, mancano dalla foto: 2 Opinel nr. 7 e 10, 1 arburesa con manico in legno fatto a Maniago, un coltello da innesto di Scarperia, un coltello da pescatore di produzione artigianale abruzzese, un multitool-pinza Trektonia. Un coltello chiudibile o a serramanico potrebbe essere considerato “da sopravvivenza”? Secondo me sì! Senza problemi e sicuramente meglio di niente.
I dispositivi e gli accessori tecnologici fanno parte della vita di tutti tutti i giorni. Non si può sapere, in condizioni di emergenza estrema a seguito di cataclismi naturali o artificiali, di quanta tecnologia si può disporre. Forse nessuna e allora kit del genere non hanno senso e nessuna utilità. Però considerato il basso impegno economico nell’assemblare questo kit, conviene sicuramente allestirlo e conservalo in casa, oppure in auto, oppure ancora dove si preferisce e si ritiene utile riporlo, adattandolo e ampliandolo con tutti gli sviluppi tecnologici che interesseranno il mercato futuro.
Qualsiasi contenitore, rigido o morbido va bene, l’importante che non lasci passare l’acqua o anche solo l’umidità. Il tutto comunque diviso e riposto in sacchetti di plastica trasparenti impermeabili.
Le schedine sim prepagate o in abbonamento ormai le abbiamo tutti. Sarebbero utili almeno due di operatori diversi. Se il nostro telefono le supporta, si potrebbero considerare anche le e-Sim.
una scatolina con alcune mascherine in plastica (quelle pretagliate che si trovano con le schede sim) per adattare il formato sim, minisim e microsim e qualche spillo per aprire i cassetti portasim e porta micro usb degli smartphone e tablet.
una pennetta (o chiavetta) usb con Debian 13 live (Debian 13 perché al momento di scrivere questo articolo la 13 è la stable Debian).
una pennetta (o chiavetta) usb con tutti i driver e firmware free e non-free contenuti negli archivi Debian stable e nella stessa chiavetta avere anche i pacchetti .deb per stable: ifupdown, iproute2, wpasupplicant (per il supporto per WPA2), iw e wireless-tools con le rispettive dipendenze (poche cose facilmente reperibili in https://packages.debian.org/stable/)
una pennetta (o chiavetta) usb vuota da 32 GB.
una pennetta (o chiavetta) usb da 32 GB con i documenti personali e dei familiari, oltre a numeri di telefono e altre indicazioni utili come tessera sanitaria e notizie o documenti medici e clinici. Ma anche cartine dettagliate, stradari urbani e manuali di varia utilità
Una schedina micro SD da 32 GB con esattamente i documenti e tutto quanto indicato sopra, perché al giorno d’oggi è molto facile trovare uno smartphone dove inserire la micro SD.
cavi OTG da micro usb o type-c a usb, maschio e femmina, si usano per collegare ai dispositivi mobili a vari dispositivi per trasferire dati
un cavo di ricarica micro USB e un cavo type C. Lunghezza cavi 1,5/2,0 mt.
cavo di prolunga usb maschio-maschio
cavo di prolunga usb maschio-femmina
adattatore tipo C maschio a micro USB femmina e adattatore micro USB maschio a tipo C femmina
un cavetto LAN (Ethernet)
un cavetto fibra
un adattatore con 2 entrate USB e USB-C multiporta con lettore di schede SD&TF, porte USB 3.0 e USB 2.0, 3.5 mm, hub USB tipo C
un caricatore alimentatore USB-A da Muro 5V 2.4A per Smartphone o Tablet
un cellulare tradizionale o smartphone di emergenza con caricabatteria
batterie AA e AAA.
potrebbero essere poi utili alcuni mini/micro attrezzi: cacciavite a taglio e a croce, pinzetta.
Dispositivi vari di ricarica e altri dispositivi
produttore di energia, caricabatterie pannello solare pieghevole (piegato circa 20×30 cm.) 30/60 W (o maggiore) che si possa attacare ad un powerbank o direttamente ad un dispositivo con uscite usb A,micro,C e uscita 18V DC.
powerbank 20000/25000 mAh con almeno: 2 porte usb (micro e type C) per ricaricarlo e 2 porte usb A per uscita verso il dispositivo da ricaricare.
torcia a led ricaricabile tramite cavo usb, preferibilmente con attacco alla testa.
lanterna/torcia a led ricaricabile tramite cavo usb.
Radio con torcia ricaricabile, ricarica a manovella e usb.
cellulare (smartphone) preferibilmente con ricarica usb C, con scheda aggiuntiva di memoria precaricata con manuali e istruzioni varie che potrebbero avere una certa utilità in emergenza.
Note: nell’immagine sotto, trovata sulla rete, sono elencati i tipi di porte usb e di cavi.
In contesti urbani, trovandosi in situazioni di emergenza, è utile avere a portata di mano, magari non proprio dentro l’EDC (ad integrazione di questo), ma comunque in posti facilmente accessibili (contenitore o astuccio nel bagagliaio dell’auto o in una confezione pronta a casa), la seguente attrezzatura, utile per avere accesso a dispositivi, prese d’acqua, installazioni idrauliche, elettriche ed elettroniche e allestimenti urbani, che potrebbero essere necessari in situazioni di emergenze e calamità.
Nel nostro EDC ci sono gà alcuni attrezzi utili…, aggiungere:
monocolo 10/12 ingrandimenti per osservare situazioni a distanza
mini chiave per avvitare/svitare, con set inserti assortiti.
pinza piccola
nastro americano 50 mm. x…
nastro isolante
lame per metalli e legno per seghetto a mano 150 mm.
chiave universale per cassette acqua e gas, quadri ed armadi elettrici e per tutti i sistemi di chiusura più comuni
fascette in plastica stringi-cavi
fascette di metallo stringi-tubo con serraggio a vite
Nel corso degli anni ho accumulato molte attrezzature, efficienti, perfettamente utilizzabili. In qualche caso le ho acquistate usate o ereditate, vecchie ma sempre valide. Qualcosa ha bisogno di essere risistemato e che può tornare come nuovo.
Molte cose poi, con il passare del tempo e l’utilizzo, si sono logorate e rovinate. Alcune, giudicate utili e indispensabili, sono state reintegrate, altre, che alla fine si sono dimostrate inutili, non sono state più riacquistate.
Quello che segue è l’elenco della mia attrezzatura, disponibile per realizzare un KIT di sopravvivenza, oppure due kit: uno da tenere in macchina (le leggi italiane sul porto di armi e di coltelli limitano notevolmente i kit da auto) e uno da tenere in casa. Oltre naturalmente all’EDC da portare sempre. Tutta l’attrezzatura che non viene utilizzata per i kit principali, la conservo in un unico luogo, in sacche e scatole, per averla eventualmente disponibile se si rendesse necessaria.
CUTTING (STRUMENTI DA TAGLIO)
– accetta 800 gr. – accetta manico in cuoio 350 gr. – accetta manico corto 400 gr. – pennato/roncola Rubino Netro anni 50 – manaresso tipo santa giustina acciaio al carbonio manico in cuoio – manaresso tipo piemonte acciaio al carbonio manico in cuoio – coltello machete carbonio manico legno lama 26 cm.. – coltello con fodero companion lama heavy duty (spessore lama 3,2 mm.) al carbonio 10 cm. – coltello con fodero companion lama (spessore lama 2,5 mm.) al carbonio 10 cm. – coltello con fodero companion lama (spessore lama 2,5 mm.) acciaio inox 10 cm. – coltello bushman bowie modificato nella lama e nel manico – coltello bushman classic modificato nella lama e nel manico – coltello GI tanto, modificato con eliminazione del ramo di guardia superiore – coltello multiuso swisschamp 32 funzioni – coltello multiuso 13 funzioni camper – coltello chiudibile multiuso vecchio wenger: lama, punteruolo, apriscatole – coltello autocostruito carbonio c70 spessore lama 3 mm. manico paracord – coltello autocostruito carbonio c70 spessore lama 2 mm. manico legno – coltello autocostruito carbonio c70 spessore lama 2 mm. lunghezza lama 2 cm. per intaglio – coltello chiudibile esercito italiano: lama e apriscatole – coltello chiudibile lama inox tipo zuava – coltello chiudibile lama inox frosolone – coltello chiudibile lama carbonio tipo zuava – coltello multiuso tipo svizzero manico rosso: lama, punteruolo, apriscatole, forbici – coltello multiuso tipo svizzero manico mimetico: lama, punteruolo, apriscatole, forbici – falcetto coltello – falcetta acciaio al carbonio modificata nella lama – lama sega 53 cm. per legno umido, completa di accessori per montaggio. – lama sega per legno umido 53 cm. – sega pieghevole lama 20 cm. – pinza multiuso piccola – pinza multiuso grande – chiave inglese piccola per edc o auto
COMBUSTION (STRUMENTI PER IL FUOCO)
– acciarino Firesteel 12000 accensioni con striker – acciarino Firesteel 12000 accensioni con striker – acciarino Firesteel 3000 accensioni con striker – acciarino Firesteel 10000 accensioni con striker – acciarino Firesteel 10000 accensioni con striker – acciarino piccolo che era a corredo del coltello bushman – acciarino XL 12,7×1,28 con stricker – accendino bic usa e getta 4 pz. – lente di ingrandimento per lettura e per accendere il fuoco con il sole – esche accendifuoco varie autoprodotte – char cloth bustina con qualche pezzo di cotone carbonizzato – scatoletta metallo con esche per fuoco da utilizzare successivamente per char clot – legno di pino accendifuoco (fatwood)
CONTAINER (CONTENITORI in plastica o metallo per acqua o per cucina, zaini, borse e sacche in nylon e cotone)
– borraccia in alluminio militare 1 lt. con gavetta di circa 600 ml. entrambe possono bollire – tazza bicchiere in acciaio 400 ml. – pentolino tegamino in alluminio con coperchio 400 cl. – Pentola militare u.s.a. alluminio set 3 pezzi, 2 pentolini 2+2 lt, padella coperchio cm. 20 – pentola alluminio d.15 cm.x15cm.h. capacità 2 lt. – gavetta in acciaio con coperchio superiore che può essere usato per cuocere o come piatto, ha un manico che si piega sopra il coperchio per chiudere, capacità 1,5 lt.. ne ho due pz. uguali – gavetta in alluminio dell’esercito italiano, probabilmente anni 50. E’ composta da un pentolino con manico per appendere che contiene esattamente 1 litro di acqua se si prende come livello la parte superiore interna dei 2 rivetti che tengono il manico (il terzo rivetto di fissaggio è più basso). Ha anche un coperchio superiore con manico che chiude e si può usare come padella o tegame o bicchiere e uno stesso accessorio che si mette nella base. In totale sono 3 pz. – zaino trk alpax 30 lt. del 2010 modificato – zaino 10 lt. 3 pz. – zaino arancio multitasche 20 lt. – zaino esercito italiano tipo alpino con due tasche lunghe laterali del 1982. – borsa fotografica senza imbottutitura, con tasche esterne, adattata. – borsa in cotone pesante con manici 2 pz. – sacca in nylon e rete ex trasportino di un vecchio passeggino. – tascapane il pelle e cuoio
– sacchi plastica immondizia 80×110 nr. 20 – coperte termiche emergenza nr. 14 da cm. 160×210 scadenza 2023 – telo verde con occhielli impermeabile 100 gr./mq. 2×3 mt. nr. 3 pz. – telo verde con occhielli impermeabile 100 gr./mq. 4×3 mt. nr. 1pz. – sacchetti nylon varie misure con chiusura ermetica nr. 20 – telo finissimo nylon da imbianchini 5×4 mt. – sacca forata con cerniera superiore per retino pesca o altro di circa 50×70 cm. – piccoli panni microfibra nr. 2 – panno cotone – sacco a pelo nero/giallo leggero cm. 90×210 del 2000 – sacco a pelo azzurro in nylon e cotone leggero cm. 90×210 del 1985
VARIE DI SUPPORTO
– bussola – accessori per fissaggio asta di legno al bushman. – filo per cucito, aghi, spillo – spille da balia – olio lubrificante spray (tipo wd40) – pietra cote per affilare intera e vari pezzi – pietra per affilare rettangolare piccola grana fine – pietra per affilare rettangolare grande grana fine – acciaino a dischi – acciaino tradizionale a coltello – affilatore lansky – affilatore victorinox – kit pesca: rotolo lenza 250 mt. 0,40, ami nr. 4 20 pz., scatolina con piombi pallini. – kit pesca: rotolo lenza 200 mt. 0,40, ami nr. 4 20 pz. – torcia piccola 2 led a dinamo 3 pz. – torcia 3 led con carica a dinamo e/o solare – torcia 3 led con carica a dinamo – varie buste nylon e sacchi immondizia trasparenti – pezzi vari di camera d’aria bicicletta – elastici – nastro adesivo – nastro isolante – filo rame circa 10 mt – filo di ferro zingato circa 100 mt. – guanti da lavoro nr. 4 – fischietto emergenza vari tipi – picchetti ferro per appoggiare pentolino sul fuoco nr. 4 – specchio plastica cm. 10×15 forato su ul lato per segnalazione – moschettoni alluminio e anelli acciaio – sacchetti plastica vari – penna nera – matita – colla attak – libri e quaderni appunti vari
PRONTO SOCCORSO E IGIENE
– kit igiene personale, unghie mani e piedi – set manicure: tagliaunghie, limetta, pinzette e varie – compresse di dicloroisocianurato di sodio per 1 lt. depurazione e potabilizzazione acqua 10 pz. da 10 cad. (100) scadenza 2023 – compresse di tachipirina 1000 nr. 4 – compresse imodium nr. 2 – busta con forbici, pinzette, lame taglierino, varie – busta cerotti assortiti – cerotto da tagliare con garza centrale circa 30 cm. – garze – benda rotolo – guanti usa e getta – mascherine – sapone in pezzi per lavaggi – betadine – mascherine antismog antipolvere – guanti monouso – streptosil – varie medicazione e sterilizzazione
Questo non è un sito sponsorizzato da qualcuno, nessuno mi paga e se cito qualche marca, lo faccio solo per far capire meglio le mie scelte. Sono contrario alle recensioni perché ognuno deve decidere per proprio conto cosa è più necessario e utile per lui. Le recensioni a prodotti, nella maggior parte dei casi, se si parla di sopravvivenza, sono solo una perdita di tempo.
Però anche a titolo informativo, elencherò piano piano la mia attrezzatura di base. Inizialmente parlandone in termini generici e poi, con il tempo cercando di spiegare il perché di una scelta piuttosto che di un’altra. Tutto questo per dire che, se parlo di coltelli e strumenti da taglio, o di pentolini, borracce, gavette, oppure di attrezzi per accendere il fuoco, o ancora di teli e coperte di emergenza… lo faccio non per scopi pubblicitari, ma solo per invitare a riflettere su quello che potrebbe essere veramente utile e quello che invece è superfluo e inutile.
Tutte le attrezzature che elencherò sono di mia proprietà, acquistate con fatica e sudore oppure auto-costruite, testate e utilizzate nel corso degli anni e che ormai conosco perfettamente per averle prese in mano moltissime volte. Ci sono cose che ho dovuto sostituire e riacquistare perché vecchie, logore o rotte. Non esistono cose eterne e che non si rompono mai. Ci sono anche cose che ormai non ho più e che sono solo un ricordo. Parlerò anche di queste, sperando di trovare in rete qualche foto che io non ho.
A volte mi sono fatto prendere dalla “tentazione” e ho acquistato cose solo perché mi piacevano. Non c’è niente però di completamente “inutile”, quindi a tempo perso, parlerò anche delle cose superflue e come cerco di sfruttarle.
Tutto quello che si possiede deve essere usato e la soddisfazione non deve essere quella di ammirare un oggetto, ma quella di imparare ad utilizzarlo ricavandone sempre il massimo profitto.
Confeziono e riparo da solo tutto quello che mi può servire a livello personale (abbigliamento escluso), contenitori, buste, sacchetti, borse, foderi e custodie, … . Inoltre so rammendare e riparare l’abbigliamento, calzature comprese. Tengo tutto l’occorrente in una vecchia borsa e devo dire che ho una buona quantità di materiali. L’attrezzatura, tutta manuale è composta da pinze, forbici, fustellatrice, occhiellatrice, taglierina, martello e una vecchia incudine da calzolaio. Naturalmente poi ci sono gli aghi e le lesine, con assortimento tale da soddisfare moltecplici utilizzi (ho anche aghi grandi per cucire materassi di fortuna realizzati con lana di ovini). Anche i fili per cucire sono molti e di prima qualità. La robustezza del filo e la sua capacità di resistere all’usura sono le due cose principali che considero.
Quasi tutti i fili sono vecchi di anni, ho una buona scorta e al momento non ho mai avuto necessità di reintegrarli. Per alcune cuciture particolari utilizzo anche la rafia sintetica. La rafia sintetica che prendo è praticamente composta da un filo piatto largo circa mezzo centimetro. Si sfibra facilmente in senso verticale e si ottengono filamenti dello spessore desiderato, robusti e idonei per vari tipi di rammendi e cuciture.
In passato ho utilizzato anche il tendine animale e artificiale, negli ultimi anni non l’ho più utilizzato. Ho anche un pezzo di cera d’api, ci passo i fili più grossi per alcune cuciture di riparazione foderi, borse e zaini o scarpe. Per confezionare le “mie cose”, utilizzo principalmente tessuti in fibre naturali, alcune volte anche le fibre sintetiche tipo nylon, poliestere, cordura, …, non utilizzo quasi mai pelle e cuoio, a meno che non ne ho qualche pezzo regalato o recuperato da vecchi manufatti.
Diversa cosa è il materiale per cucire e rammendare che porto nel kit di sopravvivenza, c’è qualche metro di filo avvolto in rocchetti di plastica recuperati, e alcuni aghi e spille da balia. Porto sempre una buona quantità di aghi e spille perché in emergenza possono avere molti utilizzi. come scritto sopra non mi preoccupo se il filo per cucire non è molto, ho sempre il paracord che ha le corde interne fatte con filamenti attorcigliati ottimi per cucire e la rafia sintetica che utilizzo come utilizzavo un tempo il tendine artificiale. Il paracord e/o la rafia sintetica sono corde che cerco di tenere sempre in un kit.
Quello della foto è il rotolo di spago più vecchio che possiedo. È della metà degli anni ’90 del secolo scorso. Proviene da un magazzino che riforniva i calzolai. È fotografato insieme a due rotoli di filo per cucire robustissimo acquistati nel 2003 in un mercatino di Lucca. Lo spago è sicuramente in fibra naturale, forse canapa. Lo spessore è di 0,8/1,00 mm. ed il peso attuale è di 330 gr., ci dovrebbero essere ancora 350-400 mt. abbondanti di spago. Negli ultimi anni l‘ho usato poco, praticamente solo come filo per cucire foderi in pelle e cuoio o custodie per attrezzi da taglio, per borracce, …
Coperte varie, teli impermeabili, sacchi immondizia, coperte termiche, sacchi a pelo …
Teli impermeabili, coperte termiche di emergenza oro/argento, pezzi di nylon vari.
In una situazione d’emergenza, tra le prime cose da fare, c’è la protezione del corpo al meglio che si può. Ipotermia, ipertermia, caldo, freddo, pioggia, neve, vento, … sono tutte cose da tenere lontano.
Copertura in senso generico significa riparo, e il riparo è una delle quattro priorità della sopravvivenza. Coprirsi, ripararsi, vuol dire proteggersi dalle condizioni avverse o comunque sfavorevoli della natura. il termine Cover (coperture) comprende sia i materiali da costruzione per ripari, come un telo impermeabile robusto (meglio se con occhielli), una tenda, un tarp, ma anche l’abbigliamento in generale, giacche impermeabili, poncho antipioggia, zanzariera, teli in gomma, coperte in lana o sintetiche tipo pile, sacchi letto, ecc.
L’ipotermia è la prima causa di morte all’aperto. Il freddo uccide più degli di animali, della fame e della disidratazione.
Essere bagnati, o avere gli abiti bagnati, può essere un grosso problema perché l’acqua allontana il calore corporeo 25 volte più velocemente del normale, anche a temperature moderate come 15 gradi Celsius (60 Fahrenheit), una persona può sviluppare ipotermia se si ritrova con il corpo o con i vestiti bagnati. Questa è la ragione per cui i materiali impermeabili e i materiali per ripari sono importanti nella maggior parte degli ambienti.
Se la pioggia e il freddo sono pericolosi, anche il sole non è da meno, perché provoca scottature, disidratazione e colpi di calore. In questo caso si deve tenere il corpo all’ombra di ripari anche casuali o inventati. Gli abitanti delle zone vicino ai deserti o alle zone calde del pianeta, utilizzano indumenti traspiranti che coprono tutto il corpo.
Ma anche i deserti e queste zone calde possono diventare gelidi di notte, quindi l’ipotermia è un rischio anche in questi luoghi, e sono indispensabili un riparo e un abbigliamento adeguati. Spesso, in regioni così calde, aride ed esposte al sole, si consiglia di viaggiare di notte quando è più fresco e più buio e di rilassarsi all’ombra durante il giorno quando il sole è intenso. Anche l’ombra è una copertura.
Un telo impermeabile è una delle migliori cose che si può avere con noi. Serve per costruire rifugi, ripara dalla pioggia, dal vento e dal sole. Dovendo scegliere solo un oggetto della categoria cover, probabilmente un telo impermeabile sarebbe in prima posizione, al pari delle coperte d’emergenza.
Le coperte termiche di emergenza, sono insostituibili in moltissime situazioni. Sono leggere ma assolutamente efficaci. Le migliori sono quelle con una faccia argento e l’altra faccia oro. In ambienti freddi, quando vogliamo mantenere il caldo nel nostro copro, dobbiamo avere a contatto del corpo la parte argentata, che riflette il calore che si libera dal corpo e lo rimanda sul corpo stesso. La parte dorata agisce al contrario, quindi in ambienti caldi, parte argentata fuori a riflettere via il calore e parte dorata dalla parte del corpo, che assorbe il caldo in eccesso. Questo tipo di coperta di emergenza, una volta tolta dalla confezione e distesa, è difficilmente ripiegabile e poco adatta al riutilizzo. pesa però pochissimo e portarne un certo numero non appesantisce troppo il kit (sono ovviamente impermeabili e utili per ripararsi dalla pioggia). Ci sono anche coperte di emergenza riutilizzabili, più pesanti e resistenti, di solito hanno un lato argentato e l’altro lato di colore arancio, vengono confezionate come coperta normale o come sacco (in questo caso scegliere una misura abbastanza grande, che non sia troppo aderente al corpo, per non creare eccessiva condensa e ritrovarsi bagnati (c’è sicuramente scarsa traspirazione) con il rischio di peggiorare le cose.
Fanno parte della categoria cover anche i sacchi a pelo e i bivi bag, le coperte di lana o sintetiche (le migliori sintetiche sono di pile).
Moltissimi materiali naturali possono essere utilizzati, in alternativa, per le coperture dei ripari. Foglie, cortecce, rami e altro possono essere utilizzati per costruire coperture impermeabili. Erba, rami giovani, foglie e arbusti vari, possono essere utilizzati per costruire il piano inferiore di un letto e le coperte per la parte superiore.
Molte cose di uso comune, si possono prestare per le coperture: i sacchi della spazzatura possono essere tagliati e utilizzati come teli impermeabili. Un sacco della spazzatura può essere imbottito con foglie, erba, ecc. per fornire un isolante in situazioni di emergenza.
Un sacco della spazzature può essere tagliato e aperto, diventa così un buon telo impermeabile.
Sacchi per immondizia che si trovano in commercio al dettaglio. Normalmente hanno misure 70×110 cm. ma conviene prendere i tipi più grandi, 80×120 cm. oppure 90×120 cm.
In ambienti urbani può essere molto utile il cartone ondulato delle scatole, che posizionato a strati ripara ottimamente dal freddo. Il cartone si bagna, quindi deve essere utilizzato in ambienti già riparati, impermeabili e possibilmente asciutti.